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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Presentazione ed Itinerari Comune di Illorai

ILLORAI

515 m. s. l. m.

Abitato fin da epoca remota, il territorio ha restituito numerosi reperti archeologici di notevole importanza, come il bue in bronzo oggi conservato al Museo ''G. A. Sanna'' di Sassari.

Il paese assunse una certa importanza durante il Medioevo, soprattutto per la fertilità delle sue campagne bagnate dalle acque del fiume Tirso.
Esisteva un convento di Agostiniani che fu chiuso nel 1765.

Archeologia
Nuraghe di Lucche

In uscita da Illorai sulla SP 40 fino all'innesto con la SS 128 bis, quindi si svolta a destra, verso la SS 129, dopo poche centinaia di metri si imbocca lo svincolo a sinistra per la nuova strada a scorrimento veloce in direzione di Abbasanta. Percorso circa 1 km, il nuraghe appare sulla destra della strada, sulla cima di un‘altura raggiungibile a piedi.

Conservatosi in perfetto stato, il Nuraghe di Lucche è del tipo a torre unica con copertura a tholos: un corridoio porta alla camera centrale con
la scala a sinistra che raggiunge il piano superiore e una garitta di guardia a destra. Lungo le pareti delle camere si aprono tre nicchie disposte a croce.

Di grande interesse il paramento murario esterno, composto da blocchi di trachite rossa perfettamente disposti. Nei dintorni, verso sud est, si trovano i resti di capanne circolari appartenute a un villaggio probabilmente di epoca successiva a quella nuragica.

Nuraghi

Altri nuraghi del territorio sono Frida (o Serralò), Mannori, Pattada ‘e Chelvos, Sa Paule Ruja (con i resti del villaggio nuragico) e Iscretti, imponente esempio di nuraghe complesso che, nonostante lo stato di degrado, conserva i resti di una torre centrale a due piani e di alcune torri laterali.

Non distante da Iscretti, in località Santa Maria, e stata recentemente scoperta una fonte sacra di epoca nuragica.

Necropoli di Molia

Rientrando sulla strada a scorrimento veloce, si prosegue per altri 4 km. Poco prima di un ponte a breve distanza dal confine con la provincia di Nuoro, si parcheggia l'auto in un'area di cemento dalla quale le tombe sono agevolmente raggiungibili a piedi. Scoperta nel 1976, la Necropoli di Molia comprende nove tombe scavate in una collina di tufo, risalenti a un periodo databile tra il 3500 e il 2700 a.C. e in seguito riutilizzate. La tomba I, sul fianco sud orientale della collina, è composta da un DROMOS che porta a un‘ampia anticella intonacata e dipinta di ocra-rosso, cui seguono undici cellette. La tomba VII, che si compone di un corridoio e di sedici celle, presenta alcune decorazioni di pittura rossa ed elementi architettonici scolpiti.

Monumenti
Chiesa parrocchiale di San Gavino o Santu Ainzu

Di costruzione recente, la Parrocchiale di San Gavino è ricca di preziosi mosaici. L'interno conserva, databili tra il XVII e il XVIII secolo, un simulacro del patrono, un crocifisso ligneo e una statua di Santa Barbara proveniente dalla parrocchia del vicino villaggio di Bortiocoro, misteriosamente scomparso nel XVIII secolo.

Chiese della Madonna della Neve

A poche centinaia di metri da Pont'Ezzu, in località Lucche, si trovano le tre chiese dedicate al culto della Madonna della Neve. Le prime due, ormai sconsacrate, risalgono l'una al Seicento e l‘altra alla seconda metà del Novecento. Nel moderno santuario, consacrato nel 1978, è custodita l'antica statua della Madonna, abbigliata col costume tradizionale. La località ospita due volte l'anno (il lunedì dopo Pentecoste e il 5 agosto) la ''festa lunga'', alla cui organizzazione provvede un comitato e alcune famiglie del paese (sas tribides). Nei pressi del Santuario, sas muristenas offrono riparo ai novenanti.

Pont'Ezzu

Il ''vecchio ponte'' (Pont'Ezzu) si raggiunge percorrendo la SP 40 per circa 3 km, fino all‘innesto della SS 128. Si svolta quindi a destra in direzione della SS 129, si scavalca dopo poche centinaia di metri la nuova strada a scorrimento veloce e si prosegue oltre per circa 1 km, dove si incontra sulla sinistra una stradina sterrata che conduce al fiume Tirso. Edificato su preesistente struttura romana nel XIV secolo in epoca giudicale, Il ponte subì numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli fino all‘assetto attuale dovuto, probabilmente, all'opera dei Pisani in epoca medioevale. La snella struttura a tre arcate, pressoché intatta, poggia su rocce di granito ai due lati del fiume e misura 50 m di lunghezza.

Natura
Demanio comunale di Monte Bassu, Monte Artu e demanio dell'Istituto Zootecnico e Caseario

Si prende la SP 112 per la montagna e dopo circa 7 km si raggiunge l'ingresso del demanio comunale di Monte Bassu ottimamente gestito dall'Ente Foreste nel cui centro in località Santu Jorzi si possono ricevere tutte le informazioni di natura escursionistica. Il demanio comunale e ricco di alberi secolari di leccio e roverella ma anche di giovani boschi recuperati dopo numerosi e vasti incendi. Sulla sinistra troviamo il parco comunale di Iscuvudè, meta di turisti che trovano accoglienti le ombre dei grandi alberi di roverella e i punti di ristoro molto ben sistemati. Lì vicino ci si può esercitare al tiro al piattello in uno spazio regolamentare. Proseguendo sulla SP 112 per circa 2 km per poi procedere lungo la SP che da Frida porta a Foresta Burgos si attraversa il Demanio regionale in gestione all'Istituto Zootecnico e Caseario, una bellissima successione di prati e boschi dove l'Istituto sperimenta le migliori tecniche di allevamento per le mucche in Sardegna ed allo stesso tempo conserva in maniera ottimale il bosco. Attraversato il limite di proprietà ci si addentra in uno dei più bei boschi d'alto fusto della Sardegna composto da roverella, leccio, agrifoglio, sorbo, perastro, biancospino e da altre specie minori. E' all‘interno di questo bosco che è stato aperto un sentiero pedonale che dalla SP, con ingresso dal cancello in ferro, percorre un tratto di circa 3 km denominato Sentiero dei grandi alberi. Qui si possono ammirare lecci e roverelle di notevoli dimensioni ma anche ciliegi selvatici. Si arriva, alla fine del sentiero, in località Melabrina, ad incontrare quella che sembrerebbe essere la più grande roverella presente in Europa, un monumento naturale di circa 12 metri di circonferenza e 25 di altezza.

Manifestazioni
  • 16/17 gennaio (Sant‘Antonio Abate)
  • Lunedì dopo Pentecoste e 5 agosto (Madonna di Lucche)
  • 9/11 settembre (San Nicola da Tolentino)
  • 24/25 ottobre (San Gavino o Santu Ainzu)
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